L'Umbria è situata nel cuore dell'Italia; confina a nord-ovest con la Toscana, a nord-est con le Marche, a sud con il Lazio e a sud-est con l'Abruzzo. Si estende su un'area di 8456 kmq. E' divisa in 2 Provincie - Perugia e Terni e 92 comuni. Il capoluogo è Perugia.



Un tessuto urbano ricco di arte e di cultura ed un paesaggio agrario che si caratterizza per l'equilibrio fra città e campagna: è l'Umbria, una regione attivamente impegnata nel proprio rilancio.

Le vie maestre di questa operazione: turismo, agricoltura e industria. I dati del 1995 fanno sperare in un andamento dell'economia (che ha già fatto registrare una incoraggiante ripresa sul mercato del lavoro) complessivamente buono.

Nel settore dell'agricoltura, tradizionalmente forte in Umbria, si lavora su un'agricoltura moderna intesa non soltanto come produzione, ma anche come ambiente, agriturismo, patrimonio boschivo ed irriguo, con marcati investimenti sull'innovazione tecnologica e la qualità. Il turismo viene concepito come una risorsa di primaria importanza: la storia, la cultura, l'ambiente, l'arte fanno ormai dell'Umbria una meta di prestigio e di piacere, un posto dove vale la pena di andare.

L'offerta turistica si struttura secondo una uniformità del calendario degli eventi, che, aldilà delle grandi manifestazioni "classiche", si trovano distribuiti in ogni mese dell'anno. E dire Umbria vuol dire oggi tradizione gastronomica, prodotti tipici di qualità, appuntamenti musicali di altissimo livello, la stagione teatrale.

L'Umbria come palcoscenico di eventi particolari insieme al "Festival dei due Mondi" e "Umbria Jazz": basti ricordare il "Festival delle Nazioni" di Città di Castello, "Todi Arteuropa", "Todi Festival", "Chocolate" che ha fatto nel 1995 di Perugia la "Capitale del cioccolato", il Premio Europeo dell'Editoria Turistica, "Perugia Classico", le rassegne antiquarie di Perugia e Assisi - manifestazioni che, sostenute da adeguate operazioni promozionali e di sostegno, hanno contribuito a disegnare, in Italia e all'estero, una solida immagine dell'Umbria.

Adesso, gli sforzi sono tesi al Giubileo 2000, al momento in cui l'Umbria (dopo Roma, sarà Assisi la città più visitata) dovrà accogliere milioni di pellegrini e di turisti, calamitati, oltre che dal fascino dell'appuntamento religioso, dai paesaggi umbri, dalla suggestione delle antiche mura dei borghi medievali. E' un'occasione, per la regione, d'inserirsi nella grande corrente del turismo internazionale, facendo valere la qualità dell'accoglienza e la varietà dell'offerta: itinerari francescani ed artistici, agriturismo, residenze d'epoca, stazioni termali, manifestazioni culturali, musei, artigianato artistico, una rete stradale montana di 1.500 Km, da percorrere a piedi, a cavallo, in bicicletta, in un ventaglio di opportunità senza uguali.

"L'Umbria dovrà presentarsi unita all'appuntamento del Giubileo 2000", ha detto il Presidente della Giunta regionale dell'Umbria Bruno Bracalente, presentando il "pacchetto" delle iniziative per il Giubileo 2000, pronto per essere inserito in un apposito disegno di legge regionale.

Per la migliore gestione delle iniziative, è stata messa a punto anche una serie di strumenti istituzionali. Una Commissione paritetica Regione-Conferenza Episcopale Umbra coordinerà le iniziative, intrattenendo rapporti con le autorità di Governo e del Vaticano relativamente alle iniziative, ai finanziamenti ed alla gestione dei flussi di pellegrini. Ci saranno un Comitato istituzionale, composto da tre rappresentanti della Giunta regionale, i due presidenti delle province umbre e cinque sindaci, con il compito di garantire "l'unitarietà" del programma umbro, e, con compiti di realizzazione, un Comitato tecnico-scientifico composto da tecnici interni ed esterni alle amministrazioni pubbliche.

Ad un'agenzia (o fondazione) spetterà il ruolo di coordinare le iniziative che soggetti pubblici e privati vorranno assumere, dal sistema bancario regionale alle Camere di commercio, soprattutto per quanto riguarda la progettazione delle opere pubbliche. Ci sarà infine, come ampio momento partecipativo, una sorta di Consulta per il Giubileo, in cui tutti i soggetti coinvolti dallo straordinario evento avranno l'opportunità di offrire il proprio contributo.

Insomma, il Giubileo come ulteriore occasione per dimostrare la vitalità dell'Umbria: un laboratorio ideale per la produzione e l'offerta culturale, l'integrità ambientale e la convivenza civile.

Ufficio Stampa
Regione Umbria