IL MARE, LA TERRA


Giungere a Senigallia è facile. Possiamo sbucare dall'autostrada, magari dal vicino aeroporto di Ancona, o approdare direttamente all'attrezzato porto turistico. Oppure scendiamo alla stazione. Di qui si avverte una duplice attrazione. Da un lato il mare, che è lì, pulito, a concludersi in basso sereno fondale sul bordo della spiaggia più fine dell'Adriatico, non a caso detta di velluto: un largo bordo dorato interrotto soltanto dai moli del porto e da quell'unicum che è la Rotonda a mare. Dall'altro lato, ci si para il blocco murario della roveresca Rocca, che nasconde in sé i resti del più antico insediamento, il cuore arcaico della città. Al di là della Rocca si stende il centro storico. Il Palazzetto Baviera, lo squisito barocco della chiesa della Croce, il Palazzo Mastai ove nacque Pio IX, la Pinacoteca Diocesana ne sono le gemme più preziose. Tra le piazze e lungo il Misa è fiorita la fiera franca, che attirava popoli e merci del Levante: da essa Senigallia ha tratto il timbro di città aperta agli incontri e al commercio. Dalla fiera ha ereditato la vocazione turistica allo scambio di culture e di esperienze tra popoli europei, soprattutto germanici, ed all'intensa attività convegnistica, che può affidarsi ad una ricettività di prim'ordine tra gli oltre suoi cento alberghi. Tutta la sua riviera pullula di impianti ricreativi e sportivi che stimolano il soggiorno: dal tennis al bowling, dalle piscine coperte agli sport equestri, dalle discoteche alla vita all'aria aperta.

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