Al turista interesserà forse sapere se i marchegiani sono lieti d'essere destinati dalla sorte ad abitare in questo angolo d'Italia: ebbene sì, ne sono felicissimi. La loro terra non é caratterizzata da squillanti spettacolarità, compare rarissimamente nella cronaca nera, acquisisce ogni anno mercato importante nel mondo perchè sa produrre oggetti di grande qualità. Soprattutto è quieta, equilibrata negli umori della gente e, come di dice con una frase molto citata, "a misura d'uomo".
Ci sono almeno dieci buoni motivi per visitare o scegliere come temporanea residenza le Marche. Teniamo volutamente fuori dall'elenco gli elementi generali, quelli che caratterizzano tutta la regione: il paesaggio anzitutto con il suo alternarsi di dolci colline con insediamenti posti su piccoli arditi, e nella splendita tavolozza di colori. Rispetto alle regioni confinanti, le Marche rappresentano un salto netto a confronto della ricca e piatta Emilia Romagna, della verde meno coltivata Umbria, dall'Abruzzo, in talune zone ancora selvaggio.
Geograficamente, le Marche sono una vera isola, con caratteristiche talmente uniche e nello stesso tempo così multiple da essere state indicate dallo scrittore Guido Piovene, come concentrato dell'Italia.
Consideriamo una costante anche una enogastronomia, cibi lontani dalla Nouvelle Cuisine, al contrario derivati dalla tradizione e non di rado con un loro posto nella storia della cucina. Il mare, che è, anche per l'estensione di quasi 170 Km., un elemento di vita e di civiltà delle Marche, ha sulla gastronomia un influenza nettissima. I vini D.O.C. sono ben dodici.
Terzo elemento generale sono le diffuse valenze storico-artistiche-architettoniche. Il percorso dei secoli ha infatti arricchito le Marche di straordinarie testimonianze.
Non basterebbe un mese di escursione per rendersene conto. Il nuovo rapporto mare-entroterra, che risponde alle curiosità di un turista più acculturato, trova nella regione marchigiana le condizioni più favorevoli per un integrazione che può anche essere quotidiana, e non occasionale. Ciò detto, possiamo tentare di scegliere le dieci mete più note, popolari, affascinanti, considerando che i loro dintorni comunque ricchi di aspetti interessanti.
Citiamo anzitutto Urbino si tratta del massimo veicolo di conoscenza e penetrazione che le Marche hanno nel mondo. Una città da visitare con una preparazione adeguata perchè sede di una civiltà (quella dei Montefeltro) robusta e raffinata al tempo che ha lasciato testimonianze eccellenti. Un altra città da vedere con grande gioia dell'intelletto e del senso estetico è Ascoli Piceno, così raccolta e ben conservata da essere stata definita "una piccola Siena".
Piazze stupende, scorci di piccole vie (rue), torri gentilizie, chiese ornate o severe riportano il visitatore al XV secolo. Ancona è un capoluogo di regione alla ricerca di una sua precisa identità funzionale. Ma per chi la scorge dalla A14, con il San Ciriaco sulla 5^ del Colle Guasco ha già una immagine per consacrarla come città di grande effetto scenografico. Tutta la parte antica, del resto, è ricca di suggestioni e meriterebbe di essere visitata in modo approfondito.
Il polmone verde della zona è la Riviera del Conero, zona che la flora, la fauna, gli scorci panoramici, le calette sul mare, i grandi e piccoli scogli, contribuiscono a collocare in una atmosfera magica, specie laddove l'urbanizzazione è stata discreta ed ha rispettato l'elemento natura.
Questo tipo di suggestioni è comune anche alle Grotte di Frasassi, nei pressi della storica Fabriano, città della carta, valorizzata in tempi abbastanza recenti e divenuta rapidamente meta di migliaia di visitatori tra i quali molti studenti italiani e stranieri e, parlando di colori, si inseriscono tra le meraviglie delle Marche la catena dei Monti Sibillini, che non solo costituiscono un fondale bellissimo dall'interno della regione, ma offrono paesaggi di straordinaria bellezza, fioriture stagionali, possibilità di soggiorni distensivi in una pluralità di centri, il tutto in un contesto spesso valorizzato da testimonianze d'arte di storia. Sul piano del turismo religioso, un grande patrimonio è per le Marche la città di Loreto, sede del Santuario dell'omonima Madonna. Per questo la città è meta di foltissimi pellegrinaggi devozionali. Senza nulla togliere a importanti città storiche come Jesi, Fermo, Macerata, Fano, Pesaro, Fabriano, Camerino, San Severino, Cingoli, Osimo, Offida, mete originali dispensatrici di continue scoperte, dobbiamo collocare tra i dieci tesori marchigiani, la città di Recanati, dalla quale si sprigiona ancor oggi l'armonia Leopardiana. Rivedere i luoghi cantati dal poeta desta profonda emozione a chi ne conosce i versi immortali. Dulcis in fundo, le spiaggie della riviera marchigiana. Dalle suggestioni panoramiche di Gabicce agli stupendi viali di palme di Grottammare e San Benedetto del Tronto, è tutto un susseguirsi di lidi sabbiosi o di naturali insenature nella roccia. Insomma, scegliere dieci motivi per venire nelle Marche non è facile. Oltre ai 246 comuni della regione, bisogna aggiungere mete panoramiche, gole, insediamenti romani, pinacoteche e raccolte d'arte privata, manifestazioni rievocative, folclore. Un consistente patrimonio termale della regione costituisce un optional alle vacanze in senso stretto e tradizionale: sette stabilimenti, ubicati in tutte e quattro le provincie, offrono la possibilità di unire al piacere del mare o della montagna l'utilità di trattamenti per diverse malattie. Gli stabilimenti, in genere circondati dal verde e supportati da una buona attrezzatura ricettiva, sono quelli di Carignano e Monte Grimano in provincia di Pesaro-Urbino, San Vittore (Ancona), Sarnano e Tolentino (Macerata) e Acquasanta e Torre di Palme in provincia di Ascoli Piceno. E' anche il caso di accennare ai prodotti dell'industria e artigianato marchigiano che sovente hanno varcato i confini nazionali e si sono affermati nel mondo. Tutto ciò testimonia le capacità inventive e la passione dell'imprenditoria regionale che ha in Merloni, Scavolini, Berloni, Benelli, Gabrielli, Guzzini, Poltrona Frau, Jenny, Grati, Italiana Manifatture alcuni dei leader più noti. Questo vuol significare che il progresso riesce a creare manufatti sofisticati, raffinatissimi, ma non intacca i valori tradizionali, il gusto di stare insieme con semplicità e allegria, valori ereditati da una grande civiltà contadina che ha lasciato inviolati il rispetto della sfera personale altrui, la solidarietà e amicizia, il senso della creatività nel lavoro, la misura. |