Incastonata tra Puglia, Campania e Calabria, la Basilicata può definirsi il "cuore" del Mezzogiorno d'Italia. I suoi diecimila Kmq racchiudono una regione sostanzialmente incontaminata nell'ambiente e intatta nel patrimonio storico, archeologico e umani. Accarezzata dai venti occidentali e sudorientali, la Basilicata possiede un clima mite d'inverno, e calde e luminose estati. Trenta chilometri di arenili sabbiosi e puliti si affacciano sul Mar Jonio e offrirono, in passato, sicuro approdo alle popolazioni greche in cerca di nuove terre da colonizzare. Sull'altro versante, adagiata in una piccola baia di suggestiva bellezza, risplende Maratea, definita la perla del Tirreno. Nell'interno, sulle nevi del Pierfaone, di Viggiano e del Sirino, attrezzate piste da sci attirano gli appassionati degli sport invernali, mentre il Parco nazionale del Pollino, con il Pino loricato, e i laghi di Monticchio sul monte Vulture rappresentano un vero e proprio polmone verde per gli amanti della natura, dell'escursionistica, della vita all'aria aperta. Alle falde del Monte Alpi, a Latronico, è in funzione uno stabilimento termale che utilizza acque solfatomagnesiache, consigliate per la cura di malattie cutanee. Onesto e laborioso, il popolo lucano conserva gelosamente tradizioni e valori. Il turista o il viaggiatore occasionale non trova mai porte sbarrate o indisponibilità, al contrario viene elevato al rango di ospite d'onore. Ricca di tradizioni popolari, la Basilicata porta ancora vivo il retaggio di antichi riti di origine pagana che si mescolano a quelli di matrice cristiana: la Sfilata dei Turchi a Potenza (29 maggio), la festa della Bruna a Matera (2 luglio), il Maggio di Accettura (Domenica di Pentecoste) e i festeggiamenti per i santi protettori in ciascuno dei 129 comuni delle province di Potenza e di Matera esprimono il radicato sentimento religioso della popolazione lucana.
La Basilicata è terra d'arte e di cultura. Le città, i monumenti, i paesi testimoniano un passato di splendore. Il centro storico di Potenza, esempio di architettura medioevale ricostruito dopo il sisma dell'80, è uno dei borghi più interessanti, dal punto di vista urbanistico, della Basilicata. I paesi del Vulture, con i castelli, riportano a tempi lontani. A Melfi il grande imperatore svevo Federico II emanò le Costitutiones del Regno. Nel Castello di Lagopesole, imponente costruzione normanna, soggiornava la corte durante la stagione della caccia. A Venosa, la patria del grande poeta latino Quinto Orazio Flacco, i resti della civitas romana (conservata ancora oggi in buone condizioni) e delle catacombe ebraiche si mescolano alla città medioevale. Da visitare l'imponente Abbazia della Trinità e il castello cinquecentesco di Pirro Del Balzo, dove attualmente ha sede il Museo. Altrettanto imponente è la Cattedrale di Acerenza, di cui quest'anno ricorre il Millenario, progettata secono di canoni dell'architettura circestense. Abbarbicati su alture, nella Valle del Noce, Rivello, Nemoli e Trecchina riservano angoli suggestivi caratterizzati da logge, portali, ringhiere e viuzze, e dall'attività di fiorenti botteghe artigiane. Caratteristici sono alcuni paesi del Pollino, costruiti intorno al 1500 da profughi provenienti dall'Albania. A San Costantino, a San Paolo Albanese la lingua parlata è ancora l'arbereshe. La popolazione ha custodito nel corso dei secoli anche riti, costumi e tradizioni orientali. Resi famosi dalle pagine del Cristo di Levi, i Sassi di Matera, diventati recentemente patrimonio dell'Unesco, rappresentano uno spettacolo unico al mondo. Tra gli stretti viottoli e le scalinate si susseguono le case scavate nella roccia e ampliate con il tufo, gli spiazzi, i palazzotti, dando vita al più riuscito esempio di architettura rupestre. Da segnalare, fuori dalla cinta dei Sassi, la Cattedrale del 1200, le chiese barocche e il castello di maniera napoletana, fatto erigere dal conate Giancarlo Tramontano. A Montescaglioso si trova l'abbazia benedettina, dedicata a San Michele Arcangelo. Tursi e Tricarico, pur essendo distanti tra loro, sono caratterizzate dalla presenza della "Rabatana", quartieri di origine araba. Un tuffo nella cultura a Valsinni per visitare il Castello in cui visse nel '500 la poetessa Isabella Morra. Tappe d'obbligo in Basilicata sono le visite ai musei e ai parchi archeologici, che scandiscono il cammino dell'uomo dagli albori della civiltà. Nel museo Ridola di Matera sono conservati, per lo più, vasellame e utensili del Neolitico (asce, selci, vasi). Nei Musei di Metaponto e di Heraclea, sorti accanto ai parchi archeologici, delle città omonime, si possono ammirare reperti della Magna Grecia. I Lucani, ai quali è collegato il nome antico della regione, Lucania, hanno lasciato numerose testimonianze intorno a Tricarico e nelle zone più interne di Vaglio e Grumento. La particolare composizione del territorio lucano ha impedito, tranne che nel Metapontino e nel Melfese, lo sviluppo della agricoltura intensiva e tecnologicamente avanzata. Questo ha fatto si che i prodotti enogastronomici della Basilicata rimanessero del tutto genuini, coltivati e lavorati secondo tecniche tramandate da generazioni.
La gastronomia lucana spazia dalla tradizione delle paste alimentari (le strascinate potentine, i firzuli di Tricarico, le orecchiette di Matera) alla lavorazione sapiente degli insaccati di suino. Salsicce, capocolli, sopressate e prosciutti, insieme agli incomparabili formaggi pecorini e alla delicatezza delle burrata (mozzarellinegate nella panna e racchiuse in un formaggio fresco) ben si sposano ai piatti di carne ovina e caprina, come gli arrosti o il famoso "curruridd", contornati dalla cicoria, dalla rucola o guarniti dai "lampascioni", cipollacci selvatici di sapore amarognolo. E i vini? Domina su tutti l'Aglianico, principe degli arrosti e dei piatti di lunga cottura in casseruola, prodotto dalla generosa terra vulcanica del Vulture. Per la frutta c'è solo l'imbarazzo della scelta. La piana del Metapontino garantisce sia alle mense locali che al mercato internazionale il meglio della produzione di arance, mandarini, fragole e pesche, angurie e me loni e, in più, frutti esotici come il kiwi, il babajo e la fejoia.
La Basilicata, insomma, una terra tutta da scoprire.
Ufficio Stampa e P.R.
Regione Basilicata
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